Dipingere con la luce

"Prima di giudicare un creatore di vetrate secondo i criteri consueti delle arti visive, esaminando disegno, proporzioni, rapporti tonali e cromatici, occorre valutare quanto a fondo egli abbia saputo comprendere il problema della sua tela."
Questa affermazione di Lawrence Lee , storico e ricercatore nel campo della vetrata, pone in modo preciso l'attenzione sulla singolarità di questa tecnica. La vetrata è l'unica forma d'arte che per ottenere i suoi effetti, si affida totalmente alla luce, che attraversandola ne diviene l'elemento fondamentale. Fino dal XII° secolo questa singolarità ha stimolato riflessioni e pensieri:
"Ma poiché questo tipo di pittura non può essere traslucido, mi sono da buon ricercatore affannato a scoprire quelle tecniche ingegnose grazie alle quali l'interno di un edificio possa essere abbellito con gran varietà di colori senza perciò impedire ai raggi e alla luce del sole di penetrarvi. E dato che io stesso mi sono applicato a questo compito, sono arrivato a comprendere la natura del vetro e ho capito come sia possibile realizzare l'oggetto della mia ricerca solo attraverso un corretto uso del vetro e delle sue varietà."
Così scrive il monaco Theopilus per introdurre il tema delle vetrate nel suo trattato Schedula diverarum artium, il più antico scritto sulla tecnica della vetrata istoriata. La vetrata deve essere vista in controluce, è necessario che la luce passi attraverso i suoi vetri colorati per animarla. Nelle realizzazioni illuminate artificialmente (soffitti luminosi, finte finestre, quadri luminosi ), il risultato si può controllare per ottenere la resa migliore, alla stregua della pittura e della scultura. Nel caso della luce naturale l'artefice deve conoscere o immaginarsi quanto più possibile la qualità della luce che animerà il suo lavoro. Fissata nella sua cornice definitiva in un edificio, la vetrata sarà soggetta a radicali alterazioni di intensità dovuti al cambiamento della luce nell'arco della giornata, bisogna conoscere l'orientamento della finestra, la presenza di piante o edifici che possono influenzarne il colore. La vetrata modificando la luce crea un'atmosfera, influenza la percezione dello spazio, induce stati d'animo, in alcune cattedrali gotiche si può provare un sentimento di mistica reverenza influenzato dalla luce blu intensa che penetra dalle finestre, di gioia con luce gialla o serenita con luce verde. Una vetrata sui toni ambra e gialli può rendere piacevolmente accogliente un soggiorno di un' abitazione. La ricchezza e lo sfavillio di una finestra decorata con una vetrata possiedono un fascino a cui raramente si può resistere. Gli esempi di utilizzo di questa tecnica possono essere molti: tradizionalmente gli edifici sacri, ma sempre più diffuso è l'utilizzo di vetrate in abitazioni private, edifici pubblici ,banche, scuole, alberghi e ristoranti, ed in ogni luogo suggerisce la fantasia. Per ottenere i risultati migliori è necessaria la consulenza diretta del maestro vetraio, che in sintonia con le richieste della committenza elabora la soluzione migliore, cogniugando esperienza, conoscenza della recnica e dei suoi vincoli e intuizione artistica. . Citando ancora Lee:
"l'artefice crea zone di luce colorata che si propongono come una sorta di musica luminosa, resa vibrante dalle proprietà fisiche delle onde luminose proprio come la musica è resa viva dal comportamento delle onde sonore. Come un compositore, il creatore di vetrate sa come si comporteranno i vari "suoni" di luce passando attraverso colori differenti, sa come controllare l'irradiazione di determinate "corde" perché non prevalgano sul tema principale della composizione."